Una mail con una minaccia di esplosione ha interrotto la mattinata scolastica al Tuscolano, a Roma. Lunedì 2 novembre 2026 l’allarme ha coinvolto l’istituto comprensivo Giovanni Cagliero e la scuola Gianni Rodari: alunni e personale sono usciti dagli edifici e sono stati accompagnati a Villa Lais. Le verifiche successive non hanno portato al ritrovamento di ordigni.
L’emergenza si è quindi chiusa senza confermare il contenuto del messaggio, ma con conseguenze concrete per lezioni e famiglie. Resta da accertare chi abbia inviato le minacce: la firma utilizzata nella comunicazione non identifica, da sola, i responsabili.

La mail delle 10:13 e la decisione di evacuare
Nella ricostruzione del Corriere della Sera, la dirigente Anna Fucile colloca l’arrivo della mail alle 10:13. Il mittente annunciava un’esplosione entro un’ora. La preside ha disposto l’uscita anche se nutriva dubbi sull’attendibilità della minaccia: l’attesa dei riscontri si è svolta con gli studenti fuori dalle sedi scolastiche.
Il quotidiano riferisce l’intervento di polizia, carabinieri e polizia locale, insieme agli specialisti per i controlli. Riporta inoltre accertamenti della polizia postale sulla provenienza dei messaggi e sull’eventuale compromissione di account scolastici: un’ipotesi da verificare, non una modalità già dimostrata.
Villa Lais, il punto di raccolta per alunni e famiglie
Il trasferimento al parco è stato un passaggio centrale nella gestione dell’evacuazione. Nell’intervista raccolta da La Capitale, Fucile spiega che Villa Lais offriva lo spazio necessario per accogliere la comunità scolastica. Il luogo era già collegato alla scuola da una convenzione per attività educative.
La dirigente ha contattato la responsabile della struttura per organizzare l’arrivo. Una volta completato lo spostamento, le famiglie sono state avvisate e invitate a riprendere i figli. La pioggia ha complicato l’attesa: secondo il racconto della preside, alcuni bambini erano usciti senza giubbino o maglioncino. Sono rimasti sotto la sorveglianza delle insegnanti.
I controlli conclusi nel pomeriggio
Artificieri e unità cinofile hanno verificato le sedi del comprensivo. Fucile ha indicato intorno alle 15:30 la conclusione delle operazioni, senza segnalazioni di esplosivi. Nella stessa intervista ha annunciato la ripresa regolare delle lezioni per martedì 3 novembre. È l’annuncio formulato al termine dell’emergenza, non una verifica successiva dell’effettivo rientro.
Il numero dei destinatari non è quello delle scuole evacuate
La ricognizione pubblicata da Open inserisce il caso romano in una giornata di segnalazioni anche in Veneto, Lombardia e Liguria. Secondo Fucile, l’elenco dei destinatari della mail comprendeva 271 istituti, otto dei quali a Roma. Questo dato riguarda gli indirizzi indicati nel messaggio e non permette di concludere che tutte quelle scuole siano state evacuate.
Open descrive anche allarmi arrivati attraverso telefonate anonime in altre località. Modalità differenti che, da sole, non dimostrano un’origine comune. Per il Cagliero, il punto fermo è l’esito negativo delle verifiche; l’identità di chi ha scritto resta invece da ricostruire.
Il mittente si presentava come appartenente alle Guardie della rivoluzione islamica iraniana. È una dichiarazione contenuta nella minaccia, non una responsabilità accertata. Nel resoconto della giornata romana vanno perciò tenuti distinti il messaggio ricevuto, l’evacuazione realmente avvenuta e ciò che gli accertamenti non hanno confermato.